Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine – Sabato 18 giugno 2016 a Padova

Si comunica che sabato 18 giugno 2016 dalle ore 8.15 alle ore 13.30 presso il Centro Pio XII “Residenza Giubileo” 35142 Padova – Via Gemona, 8 si terrà il convegno “Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine ”

L’inquinamento ambientale rappresenta un’importante causa di patologie endocrine, la cui prevalenza è in costante aumento. Le sostanze inquinanti provocano gravi effetti sulla salute umana e sull’intero ecosistema e la loro pericolosità sta nella caratteristica, tipica della maggior parte di esse, di persistere nell’ambiente (POPs = Persistent Organic Pollutants) anche per molti anni. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, arriva inevitabilmente a diffondere attraverso la catena alimentare e, con il fenomeno del “bioaccumulo”, a raggiungere elevate concentrazioni (biomagnificazione). La gravità degli effetti sull’organismo umano e la nocività delle sostanze che agiscono come Interferenti Endocrini si possono manifestare in tutte le fasi dello sviluppo e del ciclo vitale, mettendo ad alto rischio le fasce d’età più vulnerabili, interferendo con il sistema endocrino danneggiando anche l’apparato riproduttivo. La comunità scientifica sta mostrando sempre maggior interesse e attenzione alle patologie endocrine che si sviluppano a causa della contaminazione ambientale. Scopo di questo convegno è promuovere una più approfondita conoscenza sul tema, stimolando un dibattito anche al fine di individuare le necessarie azioni e politiche di vera prevenzione primaria.

In allegato il programma dell’evento e l’invito a diffondere e condividere l’iniziativa agli interessati.
Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine – Sabato 18 giugno 2016 a Padova

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Rischio ambientale e salute del bambino

Il corso si propone di analizzare la particolare vulnerabilità dei bambini ai rischi ambientali fisici, chimici e biologici; gli effetti sulla salute e sullo sviluppo di specifici fattori di danno, quali ad esempio i pesticidi, i “persistent toxic pollutants” (POP), i metalli pesanti, la contaminazione dell’acqua, ecc.
I materiali didattici sono stati realizzati con particolare attenzione alla fruizione in modalità e-learning da un gruppo di lavoro dell’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) a partire dal WHO Training Package for Health Care Providers, con l’autorizzazione del WHO.

Destinatari del corso ECM: Farmacisti e Medici Chirurghi
Numero di crediti ECM offerti ad ogni partecipante: 15
Validità dell’attività: 01/01/2016 – 31/12/2016
Obiettivi del corso: 
  1. I danni derivanti alla salute del bambino dai molteplici rischi ambientali cui viene esposto.
  2. I contenuti degli interventi educativi nei confronti di genitori, pazienti e media.

Per l’iscrizione il link: https://www.ambientebambino.it/

Pfas: nel sangue dei lavoratori quantità migliaia di volte superiori alla norma

Mentre monta l’allarme per l’inquinamento dell’acqua in Veneto, i dati raccolti dal medico del lavoro dell’azienda accusata – la Miteni di Trìssino – dimostrano concentrazioni fino a 91.900 nanogrammi della sostanza considerata cancerogena. Contro i 4 nanogrammi di chi non è esposto. “Ma nessuna evidenza di patologie”. L’azienda: “Non siamo noi i responsabili”

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Il livello più alto in assoluto di Pfas nel sangue lo raggiunge un lavoratore della Miteni: 91.900 nanogrammi per millilitro misurati nel 2002, a fronte di una media nella popolazione generale di 4. Non ci sono paragoni. Nemmeno con i lavoratori statunitensi dellaDuPont, in Ohio, esposti per anni ai compostiperfluoroalchilici, utilizzati per impermeabilizzare materiali come il goretex e il teflon. Il record mondiale di Pfas nel sangue,“possibili cancerogeni” che hanno contaminato in Veneto almeno 60 mila persone, lo raggiungono i lavoratori della Miteni che per trent’anni hanno lavorato quelle sostanze nello stabilimento diTrìssino, in provincia di Vicenza. Il dato emerge in uno studio firmato nel 2009 dal professor Giovanni Costa e dai ricercatoriSamantha Sartori e Dario Consonni dal titolo “Thirty years of medical surveillance in perfluooctanoic acid production workers”, pubblicato sulla rivista scientifica Joem. Continua a leggere

Pfas, il biologo: diluizione con l’Adige? Inaccettabile

Il professore padovano Tamino boccia la soluzione accarezzata da Zaia: «no ai colpi di spugna. Chi sbaglia deve pagare»

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«Non possiamo transigere dal criterio per cui chi ha inquinato paga. È un principio sancito dalle norme italiane e da quelle europee, anche se i responsabili si trincerano troppo spesso dietro società fittizie, scatole cinesi, fallimenti pilotati ed intermediari di comodo. Chi compra si assume la responsabilità o ci si rivale su chi ha inquinato in passato». Non ha dubbi Gianni Tamino nel contestare, seppure indirettamente, la linea della giunta regionale veneta che per gestire l’emergenza pfas chiede fondi allo Stato. Tanto che chi lo conosce sa che in questo senso il professore universitario, già docente a Padova di biologia e fondamenti di diritto ambientale, un luminare in materia, non è mai arretrato di un millimetro rispetto al convincimento per cui “chi rompe paga e i cocci sono suoi”. Continua a leggere

CAMPAGNA NAZIONALE ISDE “COMBUSTIONI ZERO”

Già nel 2006 l’OMS valutava che il 25% delle malattie degli adulti ed il 33% di quelle infantili fosse globalmente dovuto a fattori ambientali evitabili. L’ambiente di vita e di lavoro – unitamente ai fattori socioeconomici – rappresenta infatti un fattore determinante per la salute umana, in particolare per bambini e organismi in accrescimento, estremamente più sensibili anche a dosi “piccole” di agenti tossici ed inquinanti presenti in aria, acqua, suolo e cibo; tuttavia il ruolo dei fattori ambientali è troppo spesso relegato in secondo piano rispetto ai fattori legati allo “stile di vita”, spesso enfatizzati ed utili a far ricadere sul singolo responsabilità che viceversa spesso provengono da errate scelte di strategie politiche ed economiche. Anche l’ultimo Rapporto OMS, presentato il 15 Marzo 2016, “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks” evidenzia come l’allarme non sia affatto cessato e anzi stima che una morte su 4 a livello mondiale sia determinata da fattori di rischio ambientale. Secondo questo Rapporto l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette, contribuiscono all’insorgenza di più di 100 malattie e stima che nel mondo ogni anno 12,6 milioni persone (1,4 milioni di persone nella sola Europa) muoiono a causa dei danni che l’uomo stesso arreca all’ambiente in cui vive, dimenticando – come scrisse G. Bateson – che “ una specie che distrugge il proprio ambiente è destinata ad estinguersi” Per quanto attiene la qualità dell’aria dobbiamo denunciare il fatto che la situazione nel nostro Paese, specie in aree con caratteristiche orografiche particolari quali la Pianura Padana e la Piana Fiorentina, ma anche in tantissime altre valli circondate da alture, è particolarmente inquietante. L’ultimo rapporto dell’UE (EEA Report No 5/2015 – Air quality in Europe http://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2015) pone il nostro Paese al primo posto per morti premature in Europa a causa dei livelli di PM2.5, ossidi di azoto, ozono, i dati Eurostat (2016) evidenziano dal 2004 al 2013 un progressivo peggioramento in Italia della qualità della vita, con perdita, in media, di 7 anni (uomini) e 10 anni (donne) di vita “sana”,….. Continua a leggere