Pfas, il dottor Vincenzo Cordiano: non necessario screening di 110.000 persone da 1,5 miliardi di euro

Lo studio del SER veneto (clicca qui per visualizzarlo) condotto nei comuni ad alta contaminazione da PFAS, i 21 comuni veneti più contaminati, a mio parere è importantissimo perché: 1) conferma per filo e per segno lo studio di mortalità retrospettivo condotto da ISDE-ENEA, e cui vi ho dato notizia in precedenza. Inoltre conferma un eccesso di incidenza di ipercolesterolemia e ipotiroidismo, condizioni che classicamente sono state associate ai PFAS. E mi suscita alcune perplessità l’affermazione dell’estensore che esclude a priori un ruolo dei pfas nell’eziopatogenesi di queste patologie multifattoriali. Senza apportare alcun dato scientifico che corrobori tale affermazioni. Il dottor Saugo non è noto per essere un esperto di pFAS e non mi risulta che se ne sia mai interessato prima del 2013.

2) Sempre a mio parere i risultati di questo studio rendono non necessario il previsto screening di 110.000 persone per i prossimi dieci anni. con una spesa preventivata di 1,5 miliardi di euro. I dati già ci sono. A meno che non vengano determinati anche anche i pfas nel sangue, cosa che, al momento, non sembra essere prevista.

3) è gravissimo che nessuno dei sindaci interessati non abbia sentito il bisogno di chiedere lumi agli autori del studio

PFAs in Veneto: da sostanze emergenti ad emergenza ambientale

Martedì 7 giugno 2016, presso l’aula A “Nasini”, ore 14.30,  al dibattito scientifico “PFAs in Veneto: da sostanze emergenti ad emergenza ambientale” alcuni rappresentanti degli Enti istituzionali che stanno collaborando allo studio sui PFAs hanno illustrato le misure di valutazione e gestione del rischio messe in atto in seguito alle prime segnalazioni di contaminazione.

 

A questo link scaricabile il materiale del convegno:

http://www.chimica.unipd.it/ricerca/evidenza/notizie

Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine – Sabato 18 giugno 2016 a Padova

Si comunica che sabato 18 giugno 2016 dalle ore 8.15 alle ore 13.30 presso il Centro Pio XII “Residenza Giubileo” 35142 Padova – Via Gemona, 8 si terrà il convegno “Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine ”

L’inquinamento ambientale rappresenta un’importante causa di patologie endocrine, la cui prevalenza è in costante aumento. Le sostanze inquinanti provocano gravi effetti sulla salute umana e sull’intero ecosistema e la loro pericolosità sta nella caratteristica, tipica della maggior parte di esse, di persistere nell’ambiente (POPs = Persistent Organic Pollutants) anche per molti anni. L’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del terreno, arriva inevitabilmente a diffondere attraverso la catena alimentare e, con il fenomeno del “bioaccumulo”, a raggiungere elevate concentrazioni (biomagnificazione). La gravità degli effetti sull’organismo umano e la nocività delle sostanze che agiscono come Interferenti Endocrini si possono manifestare in tutte le fasi dello sviluppo e del ciclo vitale, mettendo ad alto rischio le fasce d’età più vulnerabili, interferendo con il sistema endocrino danneggiando anche l’apparato riproduttivo. La comunità scientifica sta mostrando sempre maggior interesse e attenzione alle patologie endocrine che si sviluppano a causa della contaminazione ambientale. Scopo di questo convegno è promuovere una più approfondita conoscenza sul tema, stimolando un dibattito anche al fine di individuare le necessarie azioni e politiche di vera prevenzione primaria.

In allegato il programma dell’evento e l’invito a diffondere e condividere l’iniziativa agli interessati.
Inquinamento Ambientale e Malattie Endocrine – Sabato 18 giugno 2016 a Padova

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Rischio ambientale e salute del bambino

Il corso si propone di analizzare la particolare vulnerabilità dei bambini ai rischi ambientali fisici, chimici e biologici; gli effetti sulla salute e sullo sviluppo di specifici fattori di danno, quali ad esempio i pesticidi, i “persistent toxic pollutants” (POP), i metalli pesanti, la contaminazione dell’acqua, ecc.
I materiali didattici sono stati realizzati con particolare attenzione alla fruizione in modalità e-learning da un gruppo di lavoro dell’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) a partire dal WHO Training Package for Health Care Providers, con l’autorizzazione del WHO.

Destinatari del corso ECM: Farmacisti e Medici Chirurghi
Numero di crediti ECM offerti ad ogni partecipante: 15
Validità dell’attività: 01/01/2016 – 31/12/2016
Obiettivi del corso: 
  1. I danni derivanti alla salute del bambino dai molteplici rischi ambientali cui viene esposto.
  2. I contenuti degli interventi educativi nei confronti di genitori, pazienti e media.

Per l’iscrizione il link: https://www.ambientebambino.it/

Pfas: nel sangue dei lavoratori quantità migliaia di volte superiori alla norma

Mentre monta l’allarme per l’inquinamento dell’acqua in Veneto, i dati raccolti dal medico del lavoro dell’azienda accusata – la Miteni di Trìssino – dimostrano concentrazioni fino a 91.900 nanogrammi della sostanza considerata cancerogena. Contro i 4 nanogrammi di chi non è esposto. “Ma nessuna evidenza di patologie”. L’azienda: “Non siamo noi i responsabili”

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Il livello più alto in assoluto di Pfas nel sangue lo raggiunge un lavoratore della Miteni: 91.900 nanogrammi per millilitro misurati nel 2002, a fronte di una media nella popolazione generale di 4. Non ci sono paragoni. Nemmeno con i lavoratori statunitensi dellaDuPont, in Ohio, esposti per anni ai compostiperfluoroalchilici, utilizzati per impermeabilizzare materiali come il goretex e il teflon. Il record mondiale di Pfas nel sangue,“possibili cancerogeni” che hanno contaminato in Veneto almeno 60 mila persone, lo raggiungono i lavoratori della Miteni che per trent’anni hanno lavorato quelle sostanze nello stabilimento diTrìssino, in provincia di Vicenza. Il dato emerge in uno studio firmato nel 2009 dal professor Giovanni Costa e dai ricercatoriSamantha Sartori e Dario Consonni dal titolo “Thirty years of medical surveillance in perfluooctanoic acid production workers”, pubblicato sulla rivista scientifica Joem. Continua a leggere